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Quante volte tutto sembra andare per il verso giusto? Per quanti istanti la vita ci dà quello che vogliamo?
Quanti sono i giorni in cui ti senti sfiorare dal vento e sorridi ai passanti perchè fiera di te? Ecco, chissà che ricordi stai mentalmente portando a danzare dentro i tuoi occhi; come onde, come spighe di grano, come aliti in un inverno senza fine.
La risposta comunque è una ed è “pochi, pochissimi”. E io li conservo tutti in uno scrigno.
Mi hai regalato un per sempre dentro ad un numero finito, e di questo ti sono grata.
Mi hai reso quel fiore che nasce da una crepa di cemento e che forse mai avrebbe avuto il coraggio di sbocciare.
E quindi quella data io te la dedico, e la dedico anche a noi. A noi che urliamo nella notte e guardiamo i tramonti all’alba, che fumiamo una sigaretta. 
A te che fai quegli strani giochini con il fumo, e a me che cerco di imitarti come una bambina curiosa.
A te che mi abbracci e a me che ti bacio.
Sai, l’ ultima volta che ho provato qualcosa di nuovo c’eri anche tu. Nulla poteva essere più adatto.
Ci siamo trovati con l’alta marea negli sguardi e abbiamo fatto coincidere le nostre cicatrici senza accorgercene. Le nostre ferite si sono rimarginate per minuti interminabili. E per me sei diventato aria.
Se forse leggerai oggi sono sicura che riderai. Penserai sicuramente a qualcosa di sbagliato.
In ogni caso, sei diventato la malattia e la cura. Sei la mia dipendenza.
E ti svelerò un segreto. Desideravo in quei momenti in cui ci toccavamo il naso, che anche io fossi la tua. 
Chissà un giorno ci faremo non più di sostanze chimiche, ci faremo di amore, di baci rubati all’alba e ad un rientro a mezzanotte.

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